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Foto di Sven Mieke su Unsplash

Infrastrutture energetiche: un fattore chiave per la transizione energetica.

Le principali proposte formulate nel Pacchetto Reti Europee


17 Febbraio 2026

Laura Caccia - Alberto Buonfino

Avvocato praticante - Avvocato, Partner
Troise Mangoni – Studio Legale Associato

«Un sistema energetico realmente interconnesso e integrato è alla base di un’Europa forte e indipendente».

Le parole di Dan Jørgensen, Commissario per l’Energia e l’edilizia abitativa, riassumono la sfida che l’Unione europea è chiamata ad affrontare nell’attuale contesto geopolitico: garantire un flusso transfrontaliero di energia sicuro ed efficiente.

Nel quadro dell’impegno alla transizione verso un sistema energetico più sostenibile e decarbonizzato, con il Pacchetto Reti Europee, la Commissione punta su una pianificazione centralizzata delle infrastrutture energetiche e sull’accelerazione dei tempi di realizzazione dei relativi progetti, al fine di rafforzare la competitività europea e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Facendo seguito alla Comunicazione recante «Infrastrutture di rete: il collegamento mancante – Piano d’azione dell’Unione europea per le infrastrutture di rete» del 28 novembre 2023, il 10 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il Pacchetto Reti Europee (di seguito, il “Pacchetto”).

Per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione del sistema energetico europeo, accanto alla massima diffusione delle energie rinnovabili, è fondamentale che l’Europa provveda al potenziamento delle reti elettriche che, come precisato dalla Commissione europea, rappresentano la «spina dorsale non solo del sistema energetico ma anche dell’Europa».

In quest’ottica, la Commissione europea ha proposto un programma volto a modernizzare ed espandere le reti elettriche, nonché a renderle pienamente interconnesse, digitalizzate e sicure, affinché esse diventino un fattore chiave, anziché un ostacolo, per la transizione energetica europea.

Malgrado i progressi registrati sotto la vigenza dell’attuale quadro normativo europeo, l’Unione non ha raggiunto un livello di interconnessione transnazionale che possa dirsi pienamente soddisfacente per conseguire un’autentica Unione dell’energia.

Come rilevato dalla Commissione, l’Europa dispone di infrastrutture di rete non sufficientemente interconnesse tra i diversi Stati membri, con taluni punti di congestione che, impedendo l’integrale utilizzo dell’energia prodotta, incidono negativamente sui prezzi dell’energia e ostacolano il completamento dell’Unione dell’energia.

Secondo le stime condivise dalla Commissione, se non dovessero essere attuati gli investimenti preventivati per il potenziamento delle reti energetiche, si presume che, nel 2040, l’Europa sprecherà un quantitativo di energia rinnovabile pari alla metà dell’intero consumo elettrico registrato nel 2023.

Il Pacchetto è volto a garantire un approvvigionamento energetico sicuro e affidabile, fermo restando che l’obiettivo di fondo, al quale ambisce l’Unione europea, consiste nel raggiungimento dell’indipendenza energetica.

Il Pacchetto si compone di una proposta volta a intervenire sul Regolamento (UE) 2022/869 sulle infrastrutture energetiche transeuropee, nonché di una direttiva per accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni, oltre che di due orientamenti, rispettivamente, per la «connessione efficiente e tempestiva alla rete» e per la «concezione dei contratti bidirezionali per differenza». 

Esigenze di sintesi suggeriscono di prescindere dall’analisi puntuale delle singole misure che compongono il Pacchetto, per soffermarsi esclusivamente sui principi cardine della prospettata strategia europea.

Il Pacchetto prevede lo sviluppo di una pianificazione delle reti energetiche a livello europeo, con la predisposizione di uno «scenario» energetico centrale, da sottoporre ad aggiornamento ogni quattro anni, che orienterà le reti europee dei gestori elettrici e dell’idrogeno (ossia, rispettivamente, European Network of Transmission System Operators – ENTSO ed European Network of Network Operators for Hydrogen – ENNOH) nell’identificazione dei fabbisogni di sistema.

Si assiste, così, a un vero e proprio cambio di paradigma, poiché la Commissione intende adottare un approccio integrato e condiviso sul territorio europeo, capace di garantire l’allineamento tra i progetti, il fabbisogno di capacità infrastrutturale e gli obiettivi europei.

A una prima analisi, la proposta di attribuire all’Unione rilevanti funzioni pianificatorie, nell’ottica di un più efficace coordinamento tra gli Stati membri e dell’adozione di una prospettiva autenticamente europea, può senz’altro essere accolta con favore, in quanto idonea, almeno sul piano teorico, ad assicurare agli Stati membri e, di riflesso, ai cittadini i benefici derivanti da una pianificazione più razionale, sicura e coordinata.

Inoltre, al fine di accelerare la realizzazione degli interventi sulla rete, il Pacchetto propone l’istituzione di un quadro normativo europeo volto a rendere più rapidi i procedimenti autorizzativi afferenti all’insieme delle infrastrutture energetiche (il riferimento è, segnatamente, alle infrastrutture di rete e ai progetti in materia di energie rinnovabili, sistemi di accumulo e stazioni di ricarica).

Siffatto obiettivo sarebbe perseguito mediante la semplificazione dei richiamati procedimenti, con il dichiarato obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi di rilascio delle autorizzazioni, fino a un massimo di tre anni per i progetti tecnicamente più complessi. 

Consapevole della rilevanza dell’accettabilità sociale quale fattore chiave per lo sviluppo dei progetti in questione, la Commissione si è soffermata opportunamente sull’importanza della partecipazione pubblica in seno alla pianificazione e alla gestione delle infrastrutture energetiche.

A tale proposito, il Pacchetto attribuisce sicuro rilievo al rafforzamento delle forme di partecipazione delle comunità locali e dei portatori di interesse nei procedimenti autorizzativi relativi alle infrastrutture energetiche strategiche.

L’obiettivo è duplice: da un lato, accrescere l’accettabilità sociale dei progetti e ridurre il rischio di contenziosi e ritardi procedurali e, dall’altro, assicurare che le esigenze territoriali siano integrate nel processo decisionale.

A tale fine, la Commissione prevede di offrire una serie di indicazioni tese a facilitare la condivisione di buone pratiche su come coinvolgere i cittadini e promuovere la condivisione dei summenzionati benefici.

L’adozione di soluzioni condivise, infatti, oltre ad essere un elemento imprescindibile per il conseguimento degli obiettivi energetici europei, consente anche di contrastare fenomeni di resistenza collettiva, sfocianti, ad esempio, nella sindrome NIMBY (Not In My Backyard), nonché di prevenire la proliferazione di un numero significativo di contenziosi.

Inoltre, nell’ottica della compartecipazione dei vantaggi scaturenti dalle citate infrastrutture, la Commissione ha proposto che i benefici derivanti dai progetti di energia rinnovabile con potenza superiore a 10 MW vengano condivisi con la comunità locale interessata dall’infrastruttura.

Poiché dai progetti transfrontalieri originano, in teoria, vantaggi estesi oltre il territorio degli Stati membri ospitanti, il Pacchetto introduce soluzioni adeguate a distribuire i costi in modo equo e trasparente, per evitare che sulle popolazioni locali interessate gravino oneri sproporzionati.

A ciò si aggiunga che, nell’ambito del Pacchetto, la Commissione ha presentato l’iniziativa sulle cc.dd. Autostrade energetiche, già annunciata dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in occasione del discorso sullo Stato dell’Unione del 10 settembre 2025.

Ci si riferisce a progetti infrastrutturali strategici, destinati a rispondere in modo immediato ed efficace alle esigenze di rete più urgenti, al fine di sbloccare taluni punti critici di congestione.

Nel dettaglio, si tratta di otto grandi dorsali infrastrutturali, volte a interconnettere le zone che presentano il maggior potenziale di produzione energetica con quelle caratterizzate dalla più alta domanda di energia, in modo che l’elettricità possa arrivare, a prezzi accessibili, là dove è più necessaria.

Le proposte legislative sinora esposte devono ora essere esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, secondo la procedura legislativa ordinaria.

In conclusione, l’implementazione delle proposte europee nell’ordinamento italiano potrebbe costituire un’utile occasione per ripensare l’impostazione attuale.

L’attuazione degli atti legislativi europei che faranno seguito al Pacchetto, tanto nella loro componente direttamente applicabile, quanto nei margini di intervento riservati all’autonomia dei singoli Stati membri, rappresenterà un’importante opportunità per delineare un quadro normativo rinnovato e ispirato a linee di sviluppo più chiare e a tempi certi.