La via italiana all’idrogeno
L'idrogeno, soprattutto quello prodotto da fonti rinnovabili (idrogeno verde), è considerato un vettore energetico di grande importanza per il conseguimento degli obiettivi del Green Deal. L’idrogeno, infatti, può contribuire alla decarbonizzazione dell'industria pesante e dei trasporti, settori in cui l'elettrificazione diretta è spesso difficile, e può essere utilizzato come sistema di stoccaggio dell’energia per ovviare alla variabilità della produzione rinnovabile e garantire la stabilità della rete elettrica.
Filippo Donati
A partire dalla Strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra, pubblicata nel luglio 2020, l’Unione europea ha puntato molto sull’idrogeno come strumento per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. La Commissione ha incluso tra i progetti di comune interesse europeo (IPCEI) varie iniziative volte a realizzare infrastrutture per la produzione e il trasporto di idrogeno. L'idrogeno è considerato un pilastro strategico per la sicurezza energetica e la politica climatica sia nel pacchetto “Fit for 55” sia nel piano RePowerEU. La direttiva sulle energie rinnovabili, adottata nel 2009 (RED) e modificata nel 2018 (RED II) e nel 2023 (RED III), nel fissare ambiziosi target di riduzione delle emissioni a effetto serra, promuove l'adozione di biocarburanti avanzati e di carburanti innovabili di origine non biologica, dei quali il più importante è l'idrogeno. Nel maggio 2024 è stato approvato il pacchetto per la decarbonizzazione di idrogeno e gas, composto dalla direttiva (UE) 2024/1788 e dal regolamento (UE) 2024/1789, volto a promuovere lo sviluppo del futuro mercato dell'idrogeno.
In linea con le indicazioni dell’Unione europea, anche l’Italia mira a promuovere l’inserimento dell’idrogeno nel proprio mix energetico.
La prima Strategia italiana per l'idrogeno, pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico alla fine del 2020, mira a promuovere l’utilizzo dell'idrogeno nei settori industriali “hard-to-abate” (acciaio, fonderie, ceramica, vetrocemento) e nei trasporti per terra, aria e mare, con l’obiettivo del 2% del consumo energetico finale da idrogeno entro il 2030 e fino al 20% nel lungo termine.
Il piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), approvato nel 13 luglio 2021 con la Decisione di esecuzione del Consiglio dell'Unione Europea, ha stanziato circa 3 miliardi di euro per progetti sull'idrogeno, tra cui la realizzazione delle c.d. Hydrogen Valleys, ecosistemi di produzione e consumo in apposite aree del territorio, l’utilizzo nei settori industriali “hard-to-abate”, la promozione di ricerca e sviluppo.
Il piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC), elaborato nel quadro del Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima Il Piano e trasmesso alla Commissione europea il 3 luglio 2024, intende favorire la produzione di idrogeno “sia tramite i contributi in conto capitale previsti dal PNRR sia tramite una nuova misura tariffaria che renderà equamente remunerativi gli investimenti in un settore che è ancora lontano dalla competitività”.
Da ultimo, la nuova Strategia per l'idrogeno, aggiornata nel 2024, prospetta tre scenari (breve, medio e lungo termine) e si concentra, per ciascuno di essi, sulla domanda, sulla produzione e sulla fornitura di idrogeno, nonché sullo sviluppo delle reti di trasporto. Nel breve termine (fino al 2030) lo sviluppo del mercato dell'idrogeno sarà sostenuto principalmente dalle risorse messe a disposizione dal PNRR e da regimi di incentivazione volti a ridurre il costo dell'idrogeno e dalla semplificazione delle procedure autorizzative. Nel medio termine (2030-2040), la crescita del mercato dell'idrogeno sarà trainata dagli obblighi imposti dall'UE, dalle risorse del PNRR, dal progresso tecnologico e dalla riduzione dei coati operative grazie alla realizzazione di infrastrutture su larga scala, e potrà beneficiare di un aumento della domanda nei settori del trasporto (terrestre, marittimo e aereo) e dell'industria hard-to-abate. Nello scenario a lungo termine (2040-2050) si prevede una penetrazione dell'idrogeno pari al 18% del consumo finale nel settore dell’industria pesante e al 30% del consumo finale nel settore dei trasporti. In questa fase, l’idrogeno potrà assumere un ruolo anche in altri contesti prima meno considerati, come nel bilanciamento delle reti (P2G e P2P) e nello stoccaggio di lungo periodo. Nello scenario previsto dalla nuova Strategia, l'Italia ha l'opportunità di diventare un hub per la produzione, l'esportazione e l’importazione di idrogeno rinnovabile. Un ruolo fondamentale nell'approvvigionamento di idrogeno rinnovabile nell'Unione Europea potrà essere svolto dal Corridoio Meridionale dell'Idrogeno ("Corridoio SouthH2"), che consentirà l'importazione e la fornitura di idrogeno rinnovabile prodotto nell'area meridionale del Mediterraneo.
Nonostante le ambizioni, lo sviluppo di un vero mercato dell’idrogeno in Italia è rallentato dalla persistenza di alcuni ostacoli strutturali: la complessità e la lunghezza dei procedimenti autorizzatori e il costo della produzione di idrogeno, che rimane sensibilmente superiore a quello di altre fonti energetiche. In effetti, in Italia sono state realizzate o avviate solo poche iniziative, tra cui l'Hydrogen Valley di SNAM in Puglia e la firma, il 21 gennaio 2025, della dichiarazione d'intenti congiunta tra Italia, Germania, Austria, Algeria e Tunisia per la realizzazione del South H2 Corridor, la nuova via dell’Idrogeno tra Nord Africa ed Europa.
Un nuovo scenario, tuttavia, si sta delineando.
Il decreto legislativo 190/2024, che semplifica e accelera le procedure di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti a fonti rinnovabili, riguarda anche le infrastrutture per la produzione e il trasporto dell'idrogeno. La realizzazione di elettrolizzatori con potenza fino a 10 MW è libera; quelli con potenza superiore a 10 MW sono soggetti alla procedura autorizzante semplificata. Per gli elettrolizzatori autonomi di potenza superiore, infine, è previsto il regime di autorizzazione unica, per il quale è prevista una procedura semplificata e accelerata.
La necessità di dare attuazione al nuovo pacchetto UE sul mercato del gas e dell'idrogeno offre infine all'Italia un'opportunità strategica per introdurre un quadro normativo organico e un adeguato sistema di incentivi che garantisca la sostenibilità economica delle infrastrutture per la produzione e il trasporto di idrogeno, senza la quale non è possibile attrarre investimenti a lungo termine.